{"id":12351,"date":"2024-06-19T10:30:41","date_gmt":"2024-06-19T08:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.acetaiamarchi.com\/le-eccellenze-gastronomiche-di-modena-cosa-mangiare-durante-una-visita-de\/"},"modified":"2025-11-21T12:09:39","modified_gmt":"2025-11-21T11:09:39","slug":"die-gastronomischen-exzellenzen-von-modena-was-man-waehrend-eines-besuchs-essen-sollte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.acetaiamarchi.com\/de\/die-gastronomischen-exzellenzen-von-modena-was-man-waehrend-eines-besuchs-essen-sollte\/","title":{"rendered":"Die gastronomischen Exzellenzen von Modena: Was man w\u00e4hrend eines Besuchs essen sollte."},"content":{"rendered":"<p>Una delle province italiane con il maggior numero di <strong>prodotti D.O.P.<\/strong> e <strong>I.G.P.<\/strong>, <strong>Modena<\/strong> \u00e8 celebrata da tutti gli estimatori dei prodotti della tradizione italiana. La citt\u00e0 emiliana \u00e8 un importante punto di riferimento per i \u201c<strong><em>food &amp; wine lovers<\/em><\/strong>\u201d, e sventola con orgoglio la bandiera delle eccellenze del Made in Italy.<\/p>\n<p>Infatti, questo territorio \u00e8 caratterizzato da un elevato numero di <strong>eccellenze<\/strong> <strong>gastronomiche<\/strong> che rendono la citt\u00e0 famosa non solo in tutta Italia, ma addirittura in tutto il mondo. Ecco, quindi, che durante una visita diventa necessario provare alcune delle <strong>specialit\u00e0<\/strong> locali per comprendere pienamente <strong>l\u2019alta qualit\u00e0<\/strong> che definisce questi prodotti.<\/p>\n<h2><strong>Cosa mangiare a Modena?<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Aceto balsamico, Lambrusco, tortellini, tigelle <\/strong>e<strong> gnocco fritto<\/strong>: questi sono solo alcuni dei <strong>prodotti<\/strong> <strong>tipici<\/strong> di questo territorio che vanno assolutamente assaggiati in caso di visita. Una volta provati, non \u00e8 possibile tornare indietro: l\u2019alta qualit\u00e0 degli ingredienti ed il <strong>sapore<\/strong> <strong>inconfondibile<\/strong> che contraddistingue i prodotti vi costringer\u00e0 a tornare a visitare la cittadina emiliana per poter rivivere ancora una volta un\u2019esperienza culinaria <strong>imparagonabile<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>L\u2019aceto balsamico, una gemma italiana<\/strong><\/h3>\n<p><strong>L\u2019aceto balsamico <\/strong>\u00e8 uno dei prodotti italiani pi\u00f9 famosi e riconosciuti, uno dei simboli di Modena nel mondo. Esistono due tipologie differenti di aceto balsamico: <strong>l\u2019Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP<\/strong> e <strong>l\u2019Aceto Balsamico di Modena IGP<\/strong> Il primo, un <strong>condimento<\/strong> dal sapore inconfondibile, deriva da un lungo processo di <strong>invecchiamento<\/strong> che pu\u00f2 durare fino anche a <strong>decenni<\/strong>, frutto di un\u2019attentissima selezione di mosti ricavati da uve pregiatissime. Dopo la scelta dei migliori mosti, viene avviato il processo di <strong>cottura<\/strong> a fuoco lento all\u2019interno di contenitori a vaso aperto ad una temperatura di <strong>84\u00b0<\/strong> per una durata variabile, solitamente tra le <strong>12 e le 14 ore<\/strong>. Questa \u00e8 una fase importantissima, poich\u00e9 grazie a questo passaggio l\u2019aceto balsamico acquisisce il suo <strong>sapore caratteristico<\/strong>. Dopo l\u2019invecchiamento all\u2019interno di botti in legno di rovere, castagno, ciliegio e ginepro, il balsamico viene travasato progressivamente <strong>da una botte all\u2019altra<\/strong>. Una volta raggiunti gli anni necessari di <strong>affinamento<\/strong> ed <strong>invecchiamento<\/strong>, il prodotto viene valutato attentamente da una commissione di assaggiatori. <strong>L\u2019Aceto Balsamico di Modena IGP<\/strong>, invece, deriva dalla combinazione di <strong>mosto cotto d\u2019uva ed aceto di vino<\/strong>. Diversamente dalla controparte tradizionale DOP, il processo di invecchiamento risulta pi\u00f9 breve, poich\u00e9 il periodo minimo richiesto \u00e8 di <strong>60 giorni.<\/strong><\/p>\n<p>Questi processi di preparazione caratterizzano la <strong>qualit\u00e0<\/strong> del prodotto e sono importantissimi per <strong>Acetaia Marchi<\/strong>, che grazie alla <strong>passione<\/strong> per il proprio lavoro ed il rispetto per la <strong>tradizione<\/strong> offre un risultato eccellente. Proprio con l\u2019obiettivo di diffondere questa cultura, abbiamo organizzato diversi pacchetti di <a href=\"https:\/\/www.acetaiamarchi.com\/de\/rezepte\/weisses-schokoladen-semifreddo-balsamico-dressing-und-rosensirup\/condimento-balsamico-la-riserva-40ml-8-24\/\"><strong>visite<\/strong><\/a> guidate in acetaia, per mostrare ai visitatori di ogni parte del mondo tutti gli step di questo <strong>straordinario processo<\/strong>, partendo dai <strong>vigneti<\/strong> fino alla vera e propria produzione del <strong>balsamico<\/strong> tipico della citt\u00e0 emiliana. Se vi state chiedendo <strong>cosa vedere a Modena<\/strong>, questa potrebbe essere la risposta che state cercando. Inoltre, se volete portare un po\u2019 di questo territorio con voi, avrete anche la possibilit\u00e0 di acquistare sia in <a href=\"https:\/\/www.acetaiamarchi.com\/de\/recettes\/jambon-cru-au-parmesan\/psx_20240305_150414-36-2\/\"><strong>Bottega<\/strong><\/a> oppure attraverso <a href=\"\/?page_id=136\"><strong>l\u2019e-commerce<\/strong><\/a> il nostro <strong>Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, l\u2019Aceto Balsamico di Modena IGP ed i Condimenti a base di Aceto Balsamico<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Il carattere frizzante del Lambrusco<\/strong><\/h3>\n<p>Tipico simbolo della convivialit\u00e0 emiliana, il <strong>Lambrusco<\/strong> \u00e8 un vino conosciuto e celebrato in tutto il mondo, apprezzato ogni giorno dagli abitanti di questo territorio. Un prodotto con caratteristiche organolettiche <strong>uniche<\/strong>, che lo rendono <strong>rosso<\/strong> e <strong>frizzante<\/strong> allo stesso tempo. Dal <strong>profumo fruttato<\/strong> e con un <strong>moderato contenuto alcolico<\/strong>, la sua anima frizzante rispecchia il carattere della citt\u00e0, un <strong>orgoglio<\/strong> per i produttori ed una delle <strong>basi<\/strong> dell\u2019economica emiliana.<\/p>\n<p>A seconda delle <strong>variet\u00e0 di uva<\/strong> utilizzate e dal <strong>territorio<\/strong> di provenienza, \u00e8 possibile ottenere diverse <strong>DOC<\/strong>(denominazione di origine controllata) e <strong>IGT <\/strong>(indicazione geografica tipica). A Modena, le <strong>DOC<\/strong> sono:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Sorbara<\/strong>: questo vino \u00e8 prodotto in una decina di comuni del modenese utilizzando <strong>il 60% di uve provenienti dal vitigno in questione <\/strong>ed il restante<strong> 40% da uve del Lambrusco Salamino<\/strong>. Tra i Lambruschi del modenese \u00e8 quello meno carico in quanto colore, con profumazioni fruttate e sfumature di violetta.<\/li>\n<li><strong>Grasparossa di Castelvetro<\/strong>: la variet\u00e0 di Lambrusco modenese che cresce specialmente in <strong>collina<\/strong>. Un vino <strong>corposo<\/strong> che, grazie ai terreni particolarmente adatti, si rivela molto <strong>pregiato<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Salamino di Santa Croce<\/strong>: realizzato con l&#8217;omonimo vitigno in una zona particolare della bassa modenese a nord di Modena, \u00e8 caratterizzato dal <strong>colore rosso rubino brillante<\/strong> e dal <strong>profumo floreale<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Lambrusco di Modena<\/strong>: questa DOC raggruppa i vini con <strong>origine specifica<\/strong> in questa provincia, tra cui lambruschi realizzati con tutti i <strong>vitigni<\/strong> tipici come, ad esempio, Sorbara, Grasparossa, Salamino, altrimenti suddivisi nelle specifiche zone.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><strong>I tortellini, un piatto \u201cdi confine\u201d<\/strong><\/h3>\n<p>Se vi state chiedendo <strong>cosa mangiare a Modena<\/strong>, questa \u00e8 un\u2019opzione molto gustosa. Piatto tipico delle <strong>festivit\u00e0<\/strong> e conosciuto in tutta Italia, i tortellini sono una <strong>pasta all\u2019uovo<\/strong> ripiena consumata tutto l\u2019anno. Gustati nel <strong>brodo di carne<\/strong>, spesso possono essere accompagnati da un lambrusco locale. Questa tipologia di pasta \u00e8 caratterizzata dal gusto \u201cripieno\u201d racchiuso in una sottile pasta sfoglia all\u2019uovo, modellata nella <strong>forma<\/strong> caratteristica che, nella tradizione, dovrebbe ricordare <strong>l\u2019ombelico<\/strong> di una donna. Consumati anche nelle varianti \u201casciutte\u201d con il rag\u00f9, i tortellini rimangono un piatto <strong>amatissimo<\/strong> della tradizione modenese da assaggiare assolutamente se si capita in zona.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>invenzione <\/strong>del tortellino \u00e8 legata ad una leggenda che vede <strong>Modena<\/strong> e <strong>Bologna<\/strong> scontrarsi da secoli per prendersi il <strong>merito<\/strong> della creazione di questa pietanza. Proprio per porre fine a questa diatriba, una pubblicazione umoristica stabil\u00ec nel paese di <strong>Castelfranco<\/strong> le origini di questo piatto, proprio al confine delle due province. Secondo la leggenda, in questo luogo un locandiere, sbirciando in una serratura, intravide l&#8217;ombelico di una nobildonna sua ospite. Per ricordarsi di quella visione, diede vita ad un piatto che gli riportasse alla mente quell\u2019immagine anche a tavola.<\/p>\n<h3><strong>Le tigelle di Modena<\/strong><\/h3>\n<p>Le <strong>crescentine<\/strong> (in gergo conosciute come \u201c<strong>tigelle<\/strong>\u201d) sono una <strong>tipologia di pane<\/strong> originaria dell\u2019<strong>Appennino Modenese<\/strong> che rappresenta la preparazione tipica dei <strong>momenti<\/strong> <strong>conviviali<\/strong> di queste zone, che va assolutamente gustata quando si visita Modena. Le tigelle sono radicate profondamente nella <strong>cultura <\/strong>degli abitanti, e vengono considerate un piatto veramente <strong>speciale<\/strong>, che sancisce i <strong>momenti di gioia a tavola<\/strong>. Realizzate con un impasto a base di farina, lievito secco, acqua, sale ed un pizzico di zucchero, sono presenti per\u00f2 in <strong>diverse varianti<\/strong> a seconda delle ricette famigliari.<\/p>\n<p>Il dibattito sul loro nome deriva dal modo in cui erano preparate nel passato: infatti, le <em>tigelle<\/em> sono i dischi di <strong>pietra refrattaria<\/strong> o di <strong>terracotta<\/strong> in cui veniva schiacciato l\u2019impasto e successivamente cotto, che in questo modo assumeva la tipica forma <strong>rotonda<\/strong>. Questo piatto, \u00e8 oggi immancabile nei men\u00f9 tradizionali dei locali della zona, ed \u00e8 spesso accompagnato al <strong>gnocco fritto.<\/strong><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-7802 size-full\" src=\"https:\/\/www.acetaiamarchi.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/blog-6.jpg\" alt=\"gnocco e tigellie con affettato \" width=\"1170\" height=\"800\" \/><\/p>\n<h3><strong>Il o lo gnocco fritto?<\/strong><\/h3>\n<p>Ultimo ma non per importanza, troviamo <strong>il gnocco fritto<\/strong>. Conosciuto come \u201cil gnocco fritto\u201d nella forma dialettale, nella zona di Modena chiamarlo \u201clo gnocco fritto\u201d suonerebbe strano. Rappresentante di uno <strong>stile di vita<\/strong> tipicamente modenese, \u00e8 protagonista dei momenti di <strong>socializzazione<\/strong> a tavola, sia a pranzo che a cena. Storico sostituto del pane, il gnocco fritto \u00e8 una preparazione <strong>diffusa<\/strong> in tutta l\u2019Emilia ma con nomi e varianti differenti: ad esempio, a Bologna \u00e8 conosciuto come <em>crescentina<\/em>, mentre a Parma come <em>torta fritta<\/em> ed a Ferrara come <em>pinzino<\/em>.<\/p>\n<p>Solitamente, questa pietanza viene servita durante il pasto insieme ad <strong>affettati misti e formaggi<\/strong>, ma anche in questo caso sono presenti diverse <strong>variazioni<\/strong> e <strong>reinterpretazioni<\/strong> della ricetta originaria, frutto di <strong>tradizioni<\/strong> familiari tramandate di generazione in generazione. Insomma, se si passa da <strong>Modena<\/strong> non si pu\u00f2 non gustare questo tipico piatto della tradizione!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle province italiane con il maggior numero di prodotti D.O.P. e I.G.P., Modena \u00e8 celebrata da tutti gli estimatori dei prodotti della tradizione italiana. La citt\u00e0 emiliana \u00e8 un importante punto di riferimento per i \u201cfood &amp; wine lovers\u201d, e sventola con orgoglio la bandiera delle eccellenze del Made in Italy. Infatti, questo territorio \u00e8 caratterizzato da un elevato numero di eccellenze gastronomiche che rendono la citt\u00e0 famosa non solo in tutta Italia, ma addirittura in tutto il mondo. Ecco, quindi, che durante una visita diventa necessario provare alcune delle specialit\u00e0 locali per comprendere pienamente l\u2019alta qualit\u00e0 che definisce questi prodotti. Cosa mangiare a Modena? Aceto balsamico, Lambrusco, tortellini, tigelle e gnocco fritto: questi sono solo alcuni dei prodotti tipici di questo territorio che vanno assolutamente assaggiati in caso di visita. Una volta provati, non \u00e8 possibile tornare indietro: l\u2019alta qualit\u00e0 degli ingredienti ed il sapore inconfondibile che contraddistingue i prodotti vi costringer\u00e0 a tornare a visitare la cittadina emiliana per poter rivivere ancora una volta un\u2019esperienza culinaria imparagonabile. L\u2019aceto balsamico, una gemma italiana L\u2019aceto balsamico \u00e8 uno dei prodotti italiani pi\u00f9 famosi e riconosciuti, uno dei simboli di Modena nel mondo. Esistono due tipologie differenti di aceto balsamico: l\u2019Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e l\u2019Aceto Balsamico di Modena IGP Il primo, un condimento dal sapore inconfondibile, deriva da un lungo processo di invecchiamento che pu\u00f2 durare fino anche a decenni, frutto di un\u2019attentissima selezione di mosti ricavati da uve pregiatissime. Dopo la scelta dei migliori mosti, viene avviato il processo di cottura a fuoco lento all\u2019interno di contenitori a vaso aperto ad una temperatura di 84\u00b0 per una durata variabile, solitamente tra le 12 e le 14 ore. Questa \u00e8 una fase importantissima, poich\u00e9 grazie a questo passaggio l\u2019aceto balsamico acquisisce il suo sapore caratteristico. Dopo l\u2019invecchiamento all\u2019interno di botti in legno di rovere, castagno, ciliegio e ginepro, il balsamico viene travasato progressivamente da una botte all\u2019altra. Una volta raggiunti gli anni necessari di affinamento ed invecchiamento, il prodotto viene valutato attentamente da una commissione di assaggiatori. L\u2019Aceto Balsamico di Modena IGP, invece, deriva dalla combinazione di mosto cotto d\u2019uva ed aceto di vino. Diversamente dalla controparte tradizionale DOP, il processo di invecchiamento risulta pi\u00f9 breve, poich\u00e9 il periodo minimo richiesto \u00e8 di 60 giorni. Questi processi di preparazione caratterizzano la qualit\u00e0 del prodotto e sono importantissimi per Acetaia Marchi, che grazie alla passione per il proprio lavoro ed il rispetto per la tradizione offre un risultato eccellente. Proprio con l\u2019obiettivo di diffondere questa cultura, abbiamo organizzato diversi pacchetti di visite guidate in acetaia, per mostrare ai visitatori di ogni parte del mondo tutti gli step di questo straordinario processo, partendo dai vigneti fino alla vera e propria produzione del balsamico tipico della citt\u00e0 emiliana. Se vi state chiedendo cosa vedere a Modena, questa potrebbe essere la risposta che state cercando. Inoltre, se volete portare un po\u2019 di questo territorio con voi, avrete anche la possibilit\u00e0 di acquistare sia in Bottega oppure attraverso l\u2019e-commerce il nostro Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, l\u2019Aceto Balsamico di Modena IGP ed i Condimenti a base di Aceto Balsamico. Il carattere frizzante del Lambrusco Tipico simbolo della convivialit\u00e0 emiliana, il Lambrusco \u00e8 un vino conosciuto e celebrato in tutto il mondo, apprezzato ogni giorno dagli abitanti di questo territorio. Un prodotto con caratteristiche organolettiche uniche, che lo rendono rosso e frizzante allo stesso tempo. Dal profumo fruttato e con un moderato contenuto alcolico, la sua anima frizzante rispecchia il carattere della citt\u00e0, un orgoglio per i produttori ed una delle basi dell\u2019economica emiliana. A seconda delle variet\u00e0 di uva utilizzate e dal territorio di provenienza, \u00e8 possibile ottenere diverse DOC(denominazione di origine controllata) e IGT (indicazione geografica tipica). A Modena, le DOC sono: Sorbara: questo vino \u00e8 prodotto in una decina di comuni del modenese utilizzando il 60% di uve provenienti dal vitigno in questione ed il restante 40% da uve del Lambrusco Salamino. Tra i Lambruschi del modenese \u00e8 quello meno carico in quanto colore, con profumazioni fruttate e sfumature di violetta. Grasparossa di Castelvetro: la variet\u00e0 di Lambrusco modenese che cresce specialmente in collina. Un vino corposo che, grazie ai terreni particolarmente adatti, si rivela molto pregiato. Salamino di Santa Croce: realizzato con l&#8217;omonimo vitigno in una zona particolare della bassa modenese a nord di Modena, \u00e8 caratterizzato dal colore rosso rubino brillante e dal profumo floreale. Lambrusco di Modena: questa DOC raggruppa i vini con origine specifica in questa provincia, tra cui lambruschi realizzati con tutti i vitigni tipici come, ad esempio, Sorbara, Grasparossa, Salamino, altrimenti suddivisi nelle specifiche zone. I tortellini, un piatto \u201cdi confine\u201d Se vi state chiedendo cosa mangiare a Modena, questa \u00e8 un\u2019opzione molto gustosa. Piatto tipico delle festivit\u00e0 e conosciuto in tutta Italia, i tortellini sono una pasta all\u2019uovo ripiena consumata tutto l\u2019anno. Gustati nel brodo di carne, spesso possono essere accompagnati da un lambrusco locale. Questa tipologia di pasta \u00e8 caratterizzata dal gusto \u201cripieno\u201d racchiuso in una sottile pasta sfoglia all\u2019uovo, modellata nella forma caratteristica che, nella tradizione, dovrebbe ricordare l\u2019ombelico di una donna. Consumati anche nelle varianti \u201casciutte\u201d con il rag\u00f9, i tortellini rimangono un piatto amatissimo della tradizione modenese da assaggiare assolutamente se si capita in zona. L\u2019invenzione del tortellino \u00e8 legata ad una leggenda che vede Modena e Bologna scontrarsi da secoli per prendersi il merito della creazione di questa pietanza. Proprio per porre fine a questa diatriba, una pubblicazione umoristica stabil\u00ec nel paese di Castelfranco le origini di questo piatto, proprio al confine delle due province. Secondo la leggenda, in questo luogo un locandiere, sbirciando in una serratura, intravide l&#8217;ombelico di una nobildonna sua ospite. Per ricordarsi di quella visione, diede vita ad un piatto che gli riportasse alla mente quell\u2019immagine anche a tavola. Le tigelle di Modena Le crescentine (in gergo conosciute come \u201ctigelle\u201d) sono una tipologia di pane originaria dell\u2019Appennino Modenese che rappresenta la preparazione tipica dei momenti conviviali di queste zone, che va assolutamente gustata quando si visita Modena. 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Una volta provati, non \u00e8 possibile tornare indietro: l\u2019alta qualit\u00e0 degli ingredienti ed il sapore inconfondibile che contraddistingue i prodotti vi costringer\u00e0 a tornare a visitare la cittadina emiliana per poter rivivere ancora una volta un\u2019esperienza culinaria imparagonabile. L\u2019aceto balsamico, una gemma italiana L\u2019aceto balsamico \u00e8 uno dei prodotti italiani pi\u00f9 famosi e riconosciuti, uno dei simboli di Modena nel mondo. Esistono due tipologie differenti di aceto balsamico: l\u2019Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e l\u2019Aceto Balsamico di Modena IGP Il primo, un condimento dal sapore inconfondibile, deriva da un lungo processo di invecchiamento che pu\u00f2 durare fino anche a decenni, frutto di un\u2019attentissima selezione di mosti ricavati da uve pregiatissime. Dopo la scelta dei migliori mosti, viene avviato il processo di cottura a fuoco lento all\u2019interno di contenitori a vaso aperto ad una temperatura di 84\u00b0 per una durata variabile, solitamente tra le 12 e le 14 ore. Questa \u00e8 una fase importantissima, poich\u00e9 grazie a questo passaggio l\u2019aceto balsamico acquisisce il suo sapore caratteristico. Dopo l\u2019invecchiamento all\u2019interno di botti in legno di rovere, castagno, ciliegio e ginepro, il balsamico viene travasato progressivamente da una botte all\u2019altra. Una volta raggiunti gli anni necessari di affinamento ed invecchiamento, il prodotto viene valutato attentamente da una commissione di assaggiatori. L\u2019Aceto Balsamico di Modena IGP, invece, deriva dalla combinazione di mosto cotto d\u2019uva ed aceto di vino. Diversamente dalla controparte tradizionale DOP, il processo di invecchiamento risulta pi\u00f9 breve, poich\u00e9 il periodo minimo richiesto \u00e8 di 60 giorni. Questi processi di preparazione caratterizzano la qualit\u00e0 del prodotto e sono importantissimi per Acetaia Marchi, che grazie alla passione per il proprio lavoro ed il rispetto per la tradizione offre un risultato eccellente. Proprio con l\u2019obiettivo di diffondere questa cultura, abbiamo organizzato diversi pacchetti di visite guidate in acetaia, per mostrare ai visitatori di ogni parte del mondo tutti gli step di questo straordinario processo, partendo dai vigneti fino alla vera e propria produzione del balsamico tipico della citt\u00e0 emiliana. Se vi state chiedendo cosa vedere a Modena, questa potrebbe essere la risposta che state cercando. Inoltre, se volete portare un po\u2019 di questo territorio con voi, avrete anche la possibilit\u00e0 di acquistare sia in Bottega oppure attraverso l\u2019e-commerce il nostro Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, l\u2019Aceto Balsamico di Modena IGP ed i Condimenti a base di Aceto Balsamico. Il carattere frizzante del Lambrusco Tipico simbolo della convivialit\u00e0 emiliana, il Lambrusco \u00e8 un vino conosciuto e celebrato in tutto il mondo, apprezzato ogni giorno dagli abitanti di questo territorio. Un prodotto con caratteristiche organolettiche uniche, che lo rendono rosso e frizzante allo stesso tempo. Dal profumo fruttato e con un moderato contenuto alcolico, la sua anima frizzante rispecchia il carattere della citt\u00e0, un orgoglio per i produttori ed una delle basi dell\u2019economica emiliana. A seconda delle variet\u00e0 di uva utilizzate e dal territorio di provenienza, \u00e8 possibile ottenere diverse DOC(denominazione di origine controllata) e IGT (indicazione geografica tipica). A Modena, le DOC sono: Sorbara: questo vino \u00e8 prodotto in una decina di comuni del modenese utilizzando il 60% di uve provenienti dal vitigno in questione ed il restante 40% da uve del Lambrusco Salamino. Tra i Lambruschi del modenese \u00e8 quello meno carico in quanto colore, con profumazioni fruttate e sfumature di violetta. Grasparossa di Castelvetro: la variet\u00e0 di Lambrusco modenese che cresce specialmente in collina. Un vino corposo che, grazie ai terreni particolarmente adatti, si rivela molto pregiato. Salamino di Santa Croce: realizzato con l&#8217;omonimo vitigno in una zona particolare della bassa modenese a nord di Modena, \u00e8 caratterizzato dal colore rosso rubino brillante e dal profumo floreale. Lambrusco di Modena: questa DOC raggruppa i vini con origine specifica in questa provincia, tra cui lambruschi realizzati con tutti i vitigni tipici come, ad esempio, Sorbara, Grasparossa, Salamino, altrimenti suddivisi nelle specifiche zone. I tortellini, un piatto \u201cdi confine\u201d Se vi state chiedendo cosa mangiare a Modena, questa \u00e8 un\u2019opzione molto gustosa. Piatto tipico delle festivit\u00e0 e conosciuto in tutta Italia, i tortellini sono una pasta all\u2019uovo ripiena consumata tutto l\u2019anno. Gustati nel brodo di carne, spesso possono essere accompagnati da un lambrusco locale. Questa tipologia di pasta \u00e8 caratterizzata dal gusto \u201cripieno\u201d racchiuso in una sottile pasta sfoglia all\u2019uovo, modellata nella forma caratteristica che, nella tradizione, dovrebbe ricordare l\u2019ombelico di una donna. Consumati anche nelle varianti \u201casciutte\u201d con il rag\u00f9, i tortellini rimangono un piatto amatissimo della tradizione modenese da assaggiare assolutamente se si capita in zona. L\u2019invenzione del tortellino \u00e8 legata ad una leggenda che vede Modena e Bologna scontrarsi da secoli per prendersi il merito della creazione di questa pietanza. Proprio per porre fine a questa diatriba, una pubblicazione umoristica stabil\u00ec nel paese di Castelfranco le origini di questo piatto, proprio al confine delle due province. Secondo la leggenda, in questo luogo un locandiere, sbirciando in una serratura, intravide l&#8217;ombelico di una nobildonna sua ospite. Per ricordarsi di quella visione, diede vita ad un piatto che gli riportasse alla mente quell\u2019immagine anche a tavola. Le tigelle di Modena Le crescentine (in gergo conosciute come \u201ctigelle\u201d) sono una tipologia di pane originaria dell\u2019Appennino Modenese che rappresenta la preparazione tipica dei momenti conviviali di queste zone, che va assolutamente gustata quando si visita Modena. 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La citt\u00e0 emiliana \u00e8 un importante punto di riferimento per i \u201cfood &amp; wine lovers\u201d, e sventola con orgoglio la bandiera delle eccellenze del Made in Italy. Infatti, questo territorio \u00e8 caratterizzato da un elevato numero di eccellenze gastronomiche che rendono la citt\u00e0 famosa non solo in tutta Italia, ma addirittura in tutto il mondo. Ecco, quindi, che durante una visita diventa necessario provare alcune delle specialit\u00e0 locali per comprendere pienamente l\u2019alta qualit\u00e0 che definisce questi prodotti. Cosa mangiare a Modena? Aceto balsamico, Lambrusco, tortellini, tigelle e gnocco fritto: questi sono solo alcuni dei prodotti tipici di questo territorio che vanno assolutamente assaggiati in caso di visita. Una volta provati, non \u00e8 possibile tornare indietro: l\u2019alta qualit\u00e0 degli ingredienti ed il sapore inconfondibile che contraddistingue i prodotti vi costringer\u00e0 a tornare a visitare la cittadina emiliana per poter rivivere ancora una volta un\u2019esperienza culinaria imparagonabile. L\u2019aceto balsamico, una gemma italiana L\u2019aceto balsamico \u00e8 uno dei prodotti italiani pi\u00f9 famosi e riconosciuti, uno dei simboli di Modena nel mondo. Esistono due tipologie differenti di aceto balsamico: l\u2019Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e l\u2019Aceto Balsamico di Modena IGP Il primo, un condimento dal sapore inconfondibile, deriva da un lungo processo di invecchiamento che pu\u00f2 durare fino anche a decenni, frutto di un\u2019attentissima selezione di mosti ricavati da uve pregiatissime. Dopo la scelta dei migliori mosti, viene avviato il processo di cottura a fuoco lento all\u2019interno di contenitori a vaso aperto ad una temperatura di 84\u00b0 per una durata variabile, solitamente tra le 12 e le 14 ore. Questa \u00e8 una fase importantissima, poich\u00e9 grazie a questo passaggio l\u2019aceto balsamico acquisisce il suo sapore caratteristico. Dopo l\u2019invecchiamento all\u2019interno di botti in legno di rovere, castagno, ciliegio e ginepro, il balsamico viene travasato progressivamente da una botte all\u2019altra. Una volta raggiunti gli anni necessari di affinamento ed invecchiamento, il prodotto viene valutato attentamente da una commissione di assaggiatori. L\u2019Aceto Balsamico di Modena IGP, invece, deriva dalla combinazione di mosto cotto d\u2019uva ed aceto di vino. Diversamente dalla controparte tradizionale DOP, il processo di invecchiamento risulta pi\u00f9 breve, poich\u00e9 il periodo minimo richiesto \u00e8 di 60 giorni. Questi processi di preparazione caratterizzano la qualit\u00e0 del prodotto e sono importantissimi per Acetaia Marchi, che grazie alla passione per il proprio lavoro ed il rispetto per la tradizione offre un risultato eccellente. Proprio con l\u2019obiettivo di diffondere questa cultura, abbiamo organizzato diversi pacchetti di visite guidate in acetaia, per mostrare ai visitatori di ogni parte del mondo tutti gli step di questo straordinario processo, partendo dai vigneti fino alla vera e propria produzione del balsamico tipico della citt\u00e0 emiliana. Se vi state chiedendo cosa vedere a Modena, questa potrebbe essere la risposta che state cercando. Inoltre, se volete portare un po\u2019 di questo territorio con voi, avrete anche la possibilit\u00e0 di acquistare sia in Bottega oppure attraverso l\u2019e-commerce il nostro Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, l\u2019Aceto Balsamico di Modena IGP ed i Condimenti a base di Aceto Balsamico. Il carattere frizzante del Lambrusco Tipico simbolo della convivialit\u00e0 emiliana, il Lambrusco \u00e8 un vino conosciuto e celebrato in tutto il mondo, apprezzato ogni giorno dagli abitanti di questo territorio. Un prodotto con caratteristiche organolettiche uniche, che lo rendono rosso e frizzante allo stesso tempo. Dal profumo fruttato e con un moderato contenuto alcolico, la sua anima frizzante rispecchia il carattere della citt\u00e0, un orgoglio per i produttori ed una delle basi dell\u2019economica emiliana. A seconda delle variet\u00e0 di uva utilizzate e dal territorio di provenienza, \u00e8 possibile ottenere diverse DOC(denominazione di origine controllata) e IGT (indicazione geografica tipica). A Modena, le DOC sono: Sorbara: questo vino \u00e8 prodotto in una decina di comuni del modenese utilizzando il 60% di uve provenienti dal vitigno in questione ed il restante 40% da uve del Lambrusco Salamino. Tra i Lambruschi del modenese \u00e8 quello meno carico in quanto colore, con profumazioni fruttate e sfumature di violetta. Grasparossa di Castelvetro: la variet\u00e0 di Lambrusco modenese che cresce specialmente in collina. Un vino corposo che, grazie ai terreni particolarmente adatti, si rivela molto pregiato. Salamino di Santa Croce: realizzato con l&#8217;omonimo vitigno in una zona particolare della bassa modenese a nord di Modena, \u00e8 caratterizzato dal colore rosso rubino brillante e dal profumo floreale. Lambrusco di Modena: questa DOC raggruppa i vini con origine specifica in questa provincia, tra cui lambruschi realizzati con tutti i vitigni tipici come, ad esempio, Sorbara, Grasparossa, Salamino, altrimenti suddivisi nelle specifiche zone. I tortellini, un piatto \u201cdi confine\u201d Se vi state chiedendo cosa mangiare a Modena, questa \u00e8 un\u2019opzione molto gustosa. Piatto tipico delle festivit\u00e0 e conosciuto in tutta Italia, i tortellini sono una pasta all\u2019uovo ripiena consumata tutto l\u2019anno. Gustati nel brodo di carne, spesso possono essere accompagnati da un lambrusco locale. Questa tipologia di pasta \u00e8 caratterizzata dal gusto \u201cripieno\u201d racchiuso in una sottile pasta sfoglia all\u2019uovo, modellata nella forma caratteristica che, nella tradizione, dovrebbe ricordare l\u2019ombelico di una donna. Consumati anche nelle varianti \u201casciutte\u201d con il rag\u00f9, i tortellini rimangono un piatto amatissimo della tradizione modenese da assaggiare assolutamente se si capita in zona. L\u2019invenzione del tortellino \u00e8 legata ad una leggenda che vede Modena e Bologna scontrarsi da secoli per prendersi il merito della creazione di questa pietanza. Proprio per porre fine a questa diatriba, una pubblicazione umoristica stabil\u00ec nel paese di Castelfranco le origini di questo piatto, proprio al confine delle due province. Secondo la leggenda, in questo luogo un locandiere, sbirciando in una serratura, intravide l&#8217;ombelico di una nobildonna sua ospite. Per ricordarsi di quella visione, diede vita ad un piatto che gli riportasse alla mente quell\u2019immagine anche a tavola. Le tigelle di Modena Le crescentine (in gergo conosciute come \u201ctigelle\u201d) sono una tipologia di pane originaria dell\u2019Appennino Modenese che rappresenta la preparazione tipica dei momenti conviviali di queste zone, che va assolutamente gustata quando si visita Modena. 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